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Processo di immortalizzazione cellulare: quando si manifesta

Processo di immortalizzazione cellulare: quando si manifesta

Le cellule del corpo umano in condizioni normali vanno incontro ad un numero finito di possibilità di riprodursi, per poi estinguersi definitivamente, invece si verifica il processo di immortalizzazione cellulare quando le cellule normali acquisiscono caratteristiche tumorali e proliferano in maniera smodata. Nel caso in cui una cellula si divide immagazzina diverse alterazioni nel DNA, e queste mutazioni possono colpire determinati geni provocando come conseguenza diretta la non vitalità della cellula che non è più in grado di riprodursi; inoltre, i cromosomi diventano più corti, con accorciamento dei telomeri e perdita di materiale genetico. Talvolta la cellula si procura delle funzioni irregolari ed un sistema inibisce la loro proliferazione inducendo il suicidio cellulare, il contatto con agenti chimici, oppure alcuni procedimenti fisici o biologici possono modificare la capacità di una cellula di suicidarsi, permettendo ad una cellula anomale di riprodursi all’infinito ad un ritmo elevato. Una cellula normale a causa del processo di immortalizzazione cellulare tende a diventare tumorale: le linee cellulari immortalizzate sono cellule derivate da tumori oppure cellule che hanno subito una trasformazione oncogena. Per approfondimenti si rimanda alla lettura di https://www.mononucleosi.net/patologie-tumorali-virus-indotte-da-epstein-barr/.

Il processo quando può essere indotto artificialmente

processo di immortalizzazione cellulare

Questo processo di mutagenesi spontaneo può in alcuni casi essere indotto artificialmente, in laboratorio l’immortalizzazione si attiva irradiando le cellule con UV, ma anche infettandole con virus con potenziale oncogenico. Ad esempio, il virus EBV possiede tra le sue caratteristiche la capacità biologica di provocare l’eccessiva proliferazione dei linfociti B in vitro, generando delle linee cellulari linfoblastoidi attraverso il processo di immortalizzazione cellulare, fornendo un utile struento per lo studio in vitro dei linfociti B. Da queste indagini condotte in laboratorio è stato possibile esaminare il meccanismo infettivo attivato dal virus EBV che oltre a colpire i linfociti B e le cellule epiteliali è in grado anche di infettare i monociti e le cellule dendritiche.

Caterina Stabile

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