Virus Epstein Barr tiroidite autoimmune

Virus Epstein Barr tiroidite autoimmune

Il virus Epstein Barr può essere l’agente responsabile del quadro clinico della tiroidite autoimmune, che si palesa con una serie di manifestazioni sintomatologiche che vanno incontro ad un graduale e progressivo processo infiammatorio della ghiandola. I soggetti che vanno incontro a questa forma di tiroidite cronica sono spesso colpiti da una primaria malattia di tipo autoimmune, in genere tale patologia colpisce con maggiore incidenza le donne sia quelle giovani nel periodo successivo alla gravidanza, sia i soggetti di età anziana, talvolta tale malattia può essere scatenata dall’assunzione di determinati farmaci. La presenza del virus Epstein Barr indebolisce il sistema immunitario, dal momento che tale agente virale è in grado di applicare una particolare strategia per rimanere nelle cellule dell’ospite dove ha modo di attivare il focus infettivo che attiva l’infezione. Dopo essere entrato in contatto con l’organismo in maniera progressiva iniziano ad evidenziarsi i sintomi che tendono a diventare più gravi presentando un quadro sintomatologico che richiede un intervento terapeutico per scongiurare l’aggravamento del complesso dei sintomi. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Mononucleosi recidiva: il riacutizzarsi del virus.

La disfunzione autoimmune

virus Epstein Barr tiroidite autoimmune

virus Epstein Barr tiroidite autoimmune

Diverse infezioni virali possono causare l’insorgenza della tiroidite autoimmune, in particolare la disfunzione autoimmune tiroidea viene favorita nei soggetti predisposti dalla diffusione di una condizione patologica di tipo infettivo che va ad aggravare l’autoimmunità tiroidea. In particolare i fattori eziopatogenetici che modificano la risposta immune in caso di aggressione dell’Epstein Barr  causano una sorta di inganno nei confronti del sistema immunitario, il virus una volta entrato nell’ospite ha modo di riattivarsi periodicamente, avendo la possibilità di attivare problematiche tra cui la tiroidite autoimmune: il virus rimane latente e spesso asintomatico, provocando un’infiammazione cronica e persistente. In genere la diagnosi clinica si serve del riscontro di elevati valori di anticorpi antitiroide associati ad una funzionalità tiroidea che può presentare delle anomalie più o meno rilevanti in base allo stadio della malattia. Altre notizie su Mononucleosi linfociti B: come avviene l’infezione del virus Epstein Barr.

Parla alla tua mente

*