Terapia immunoglobulinica quando viene prescritta

Terapia immunoglobulinica quando viene prescritta

Tra le varie complicanze dal decorso più severo connesse con la mononucleosi bisogna segnalare la sindrome di Guillain-Barré che spesso richiede un trattamento terapeutico ad hoc che prevede la somministrazione di una terapia immunoglobulinica. L’insorgenza del quadro clinico di diverse patologie congenite ed acquisite che determinano delle alterazioni in relazione alla produzione delle immunoglobuline, ossia quando non vengono sintetizzate in quantità sufficiente, possono verificarsi gravi infezioni che meritano il ricorso ad una terapia sostitutiva, in genere le immunoglobuline vengono utilizzate per la terapia di immunodeficienze primarie e secondarie, ma anche come profilassi delle infezioni virali e batteriche, questo trattamento è indicato anche nel caso di condizioni patologiche di origine immunologica. La terapia con immunoglobuline IgG per via endovenosa è stata in passato utilizzata per reintegrare la carenza delle immunoglobuline nei soggetti affetti da deficit immunitari primitivi e secondari, progressivamente questo trattamento è stato utilizzato come cura di malattie autoimmuni ed infiammatorie sistemiche anche a carico del sistema nervoso, per questa ragione la terapia viene di solito  prescritta nel caso di sindrome di Guillan Barré oppure nei soggetti colpiti da neuropatia motoria multifocale.

Somministrazione di immunoglobuline sottocute

terapia immunoglobulinica

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La terapia con immunoglobuline IgG per via endovenosa viene dunque indicata nel caso di condizioni patologiche connesse con immunodeficienze ed alcune malattie immunomediate, rientrano in questa serie di patologie le seguenti condizioni: la porpora trombocitopenica, le neuropatie demielinizzanti, la sindrome di Guillain-Barré, la malattia di Kawasaki, l’agammaglobulinemia congenita, l’ipogammaglobulinemia, sindrome di Wiskott-Aldrich, immunodeficienza comune variabile, immunodeficienza combinata grave, deficit di produzione anticorpale. Recentemente le immunideficienze primitive, congenite e croniche causate da alterazioni del sistema immunitario, vengono trattate mediante una terapia sostitutiva con somministrazione di immunoglobuline sottocute evitando così le infusioni per via endovenosa. Con questa nuova tecnologia si può effettuare la terapia sostitutiva una volta al mese a domicilio sfruttando il sistema drug delivery che consente di facilitare la dispersione e l’assorbimento delle IG nel sottocute, adoperando il pretrattamento con ialuronidasi umana ricombinante, un enzima che scindendo l’acido ialuronico presente nel sottocute apre in maniera transitoria e reversibile degli spazi in cui le immunoglobuline possono essere immesse.

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