Patogenesi delle malattie infettive virali

Patogenesi delle malattie infettive virali

Tra le malattie più frequenti quelle di natura virale colpiscono con maggiore frequenza la popolazione mondiale, in genere la patogenesi delle malattie infettive virali coinvolge degli specifici distretti anatomici a partire dall’apparato respiratorio vittima di diversi attacchi stagionali da parte dei virus influenzali. Oltre alle infezioni respiratorie gli agenti virali sono interessati anche in diversi focus infettivi a carico dell’apparato urinario e della pelle che costituiscono altre due sedi privilegiati dai patogeni non solo di origine virale ma anche batterica e micotica. Una volta identificato il quadro patologico e l’agente responsabile è bene seguire il trattamento medico adeguato che non prevede la cura antibiotica ma una specifica terapia che può includere la combinazione tra farmaci antivirali ed altre classi farmacologiche per favorire la guarigione del paziente. Per beneficiare in pieno degli effetti della cura delle malattie infettive, il paziente deve seguire correttamente la posologia e la durata complessiva del trattamento. 

Le indagini da eseguire per l’identificazione dell’agente infettivo

patogenesi delle malattie infettive virali

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In genere il quadro dei sintomi delle infezioni virali prevedono delle manifestazioni comuni rappresentate da febbre, brividi, stanchezza, malessere generale, a questi sintomi comuni si accompagnano altri segni clinici più specifici, in relazione all’organo oppure all’apparato interessato dal focus infettivo per cui si possono verificare disturbi alle vie aeree, bruciore urinario, dolori addominali, rash cutaneo. Per una valutazione più approfondita del quadro generale presentato dal paziente e per poter formulare una diagnosi corretta volta ad identificare l’arteficie di ciascuna malattia infettiva il medico può prescrivere degli esami mirati sulla base dei segni clinici. Tra le analisi che possono essere prescritte dal medico ci sono oltre agli esami del sangue e delle urine delle indagini discriminatorie di tipo microbiologico come ad esempio la coprocoltura, l’emocoltura, l’urinocoltura; in base alla sede in cui si localizza il focus infettivo si può eseguire sul paziente un tampone faringeo, un tampone rettale oppure quello tampone vaginale; sono utili talvolta degli esami di imaging quali: radiografia, RMN, scintigrafia, TAC.

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