Mononucleosi linfoma di Burkit: relazione

Mononucleosi linfoma di Burkit

Nonostante si tratti di una patologia benigna, la mononucleosi può determinare lo sviluppo del linfoma di Burkit, una neoplasia dei linfociti B maturi strettamente associata al virus di Epstein-Barr. Si tratta di una patologia relativamente poco frequente ma alquanto severa e a rapida crescita, ma non è nota l’eziologia certa: non è ancora stato confermato se il virus giochi un ruolo eziologico nella patogenesi della patologia o se predisponga all’insorgenza. Nello specifico il linfoma è causato dallo spostamento di un’estremità del cromosoma 8 e di un’estremità del cromosoma 14; il protoncogene cMyc presente sul cromosoma 8 viene traslato nel contesto cromatinico del cromosoma 14. Il linfoma di Burkit si caratterizza per un quadro clinico connotato principalmente dalla comparsa di una significativa tumefazione a livello del collo con interessamento della zona mascellare, con estensione verso l’alto; un’altra manifestazione specifica è la comparsa della massa “bulky” addominale, un sintomo che colpisce soprattutto i bambini, con interessamento di reni, linfonodi addominali, fegato, milza, ovaie. Un altro sintomo caratteristico della patologia è rappresentata dalla compromissione a livello del sistema nervoso centrale. Per altre notizie si rimanda alla lettura dell’articolo Mononucleosi sintomi: le prime manifestazioni.

Approccio terapeutico d’elezione per trattare la patologia

mononucleosi linfoma di Burkit

mononucleosi linfoma di Burkit

Dal punto di vista istologico il linfoma di Burkitt presenta un aspetto “a cielo stellato”, formato da cellule macrofagiche che hanno fagocitato dei detriti cellulari, mentre da un esame radiografico si osserva un’area radiotrasparente di osteolisi con margini frastagliati e riassorbimento radicolare delle radici dei denti contigui alla lesione osteoclastica. Anche se la patologia si caratterizza per un quadro clinico aggressivo il linfoma viene trattato mediante delle terapie poli-chemioterapiche e di mono-chemioterapia.  Il trattamento solitamente indicato consiste in cicli di poli-chemioterapia ad alte dosi associata ad anticorpo monoclonale Rituximab vhe prevede 6 cicli ravvicinati A1-B1-C1, A2-B2-C2. Maggiori informazioni si trovano su Effetti mononucleosi: ecco qual è la diagnosi.

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