Mononucleosi eterofilo-negative da citomegalovirus

Mononucleosi eterofilo-negative da citomegalovirus

Il virus di Epstein Barr non è il solo responsabile della mononucleosi eterofilo-negative che può essere attivata in alcuni casi anche da citomegalovirus, in genere le infezioni che colpiscono bambini ed adulti con un quadro immunologico normale non presentano sintomi. Accanto alle infezioni da CMV asintomatiche possono verificarsi episodi di infezioni da CMV caratterizzati da un quadro di sintomi simile alle manifestazioni della mononucleosi, statisticamente circa la metà nelle mononucleosi eterofilo-negative sono causate dall’agente virale CMV. I virus citomegalici compongono un gruppo numeroso di agenti della famiglia degli herpes virus, si tratta di agenti ubiquitari capaci di aggredire sia l’uomo che diversi mammiferi, anche se i ceppi di CMV sono geneticamente omologhi, non emergono caratteristiche identiche. Nella maggioranza dei casi la malattia si risolver entro 4 settimane senza complicazioni di alcun tipo, mentre nei soggetti colpiti da immunodeficienza la mononucleosi si delinea come malattia più grave che può caratterizzarsi per la persistenza per mesi dopo la guarigione di alcune manifestazioni tipiche della patologia.

Le possibile complicanze

mononucleosi eterofilo-negative da citomegalovirus

mononucleosi eterofilo-negative da citomegalovirus

Dal punto di vista sintomatologico la mononucleosi da virus di Epstein Barr e quella da citomegalovirus presentano essenzialmente poche discrepanze, l’agente virale CMV infatti solo sporadicamente coinvolge la faringe determinando l’insorgenza di una faringite essudativa, inoltre si registra una negatività sierologica. Le infezioni da CMV vanno sospettate quando la ricerca degli anticorpi specifici anti-EBV e quella degli anticorpi eterofili sono negative; la diagnosi appare più difficile nei soggetti immuno-compromessi in quanto è possibile avere una forma asintomatica oppure un quadro mononucleosi-simile, in questo contesto patologico poi tendono a manifestarsi più spesso delle complicazioni che possono sviluppare casi di polmonite interstiziale, retinite, meningoencefalite, encefalopatia, miocardite, non sono rari episodi di epatite, ulcerazioni dell’apparato digerente, trombocitopenia, anemia emolitica, alterazioni delle ghiandole endocrine. Nei casi più complicati può sorgere la sindrome di Guillain-Barré che va trattata attraverso una terapia immunoglobulinica oppure mediante una terapia con plasmaferesi.

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