Mononucleosi aumento delle cellule mononucleate

Mononucleosi aumento delle cellule mononucleate: alcuni criteri clinici

Il quadro clinico della mononucleosi delinea un significativo aumento delle cellule mononucleate, per cui l’incremento dei valori a livello ematico riguarda il numero dei globuli bianchi, in particolare sono le cellule mononucleate ossia i linfociti, i monociti e le altre cellule mononucleate ad evidenziare un innalzamento dei valori. Per tale ragione per identificare questa infezione virale è opportuno sottoporsi a specifici esami del sangue, per cui la mononucleosi può essere diagnosticata a partire dalle analisi del sangue che permettono di ricercare gli anticorpi anti-VCA, IgG ed IgM, in particolare i soggetti con una mononucleosi in atto presentano le immunoglobuline IgM che si attivano proprio in risposta all’azione del virus Epstein Barr, mentre il rilevamento delle immunoglobuline IgG in genere sta ad indicare il superamento della malattia o che l’infezione è stata contratta in precedenza dal soggetto. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Mononucleosi recidiva: il riacutizzarsi del virus.

La fisiopatologia del virus

mononucleosi aumento delle cellule mononucleate

mononucleosi aumento delle cellule mononucleate

L’Epstein Barr è un herpes virus ubiquitario che abitualmente si insinua nei linfociti B e nelle cellule del nasofaringe, nello specifico la sua propagazione avviene nel nasofaringe, in seguito il virus passa ad infettare i linfociti B che di conseguenza producono immunoglobuline che comprendono gli anticorpi eterofili a cui si associa la risposta immunitaria dell’organismo. A causa dell’infezione primaria si attiva anche una risposta immunitaria cellulare che si esplica con un’induzione di linfociti T CD8 positivi attivati, ciò determina la condizioni di linfocitosi atipica, mentre la risposta immunitaria cellulo-mediata è utile a scopo preventivo per scongiurare la proliferazione dei linfociti B trasformati dal virus nel corso dell’infezione primaria e nella inversione dell’attivazione delle cellule B policlonali indotta dall’Epstein Barr. Il soggetto dopo l’infezione primaria ospita nel suo organismo per tutta la vita il virus che viene eliminato costantemente dall’orofaringe; nei casi di riattivazione del virus di solito non si registra alcuna sintomatologia. Altre notizie su Monotest per ricercare l’infezione da virus di Epstein-Barr.

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