Mononucleosi associata a linfomi

Mononucleosi associata a linfomi

Il virus di Epstein-Barr tende ad essere più aggressivo nei pazienti che presentano malattie ed anomalie del sistema immunitario, ma anche in quei pazienti che sono sottoposti a trattamento farmacologico con presidi medici che tendono a deprimere la funzione immunitaria, per cui non è raro vedere la mononucleosi associata a linfomi. Ed infatti questa infezione virale di natura infettiva è spesso correlata ad alcuni tipi di tumori, specialmente a dei linfomi come è stato dimostrato da diverse ricerche che hanno dimostrato come il virus di Epstein-Barr è una delle cause principali del linfoma di Hodgkin, anche se non si tratta dell’unico fattore scatenante che si riscontra nel quadro clinico dei linfomi di Hodgkin. Nello specifico le infezioni ricorrenti veicolate da EBV risultano correlate infatti con la comparsa di malattie tumorali quali: linfoma di Hodgkin, linfoma di Burkitt, carcinoma nasofaringeo, linfomi del sistema nervoso centrale associati ad infezioni da HIV. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Virus Epstein-Barr potenzialmente oncogenico.

Come avviene il meccanismo infettivo

mononucleosi associata a linfomi

mononucleosi associata a linfomi

Le formazioni tumorali possono sorgere come conseguenza diretta dell’intensità e della rapidità con cui avviene la risposta dei linfociti T nei confronti dell’agente virale responsabile della mononucleosi, in particolare possono sorgere delle malattie maligne a causa del processo di proliferazione incontrollato dei linfociti-B come reazione al virus di Epstein-Barr. Questo agente patogeno i veicola le infezioni mediante due meccanismi: il ciclo litico mediante il quale il virus Epstein-Barr entra nel linfocita B inserendo il genoma da cui deriva la genesi di numerosi virioni, si determina così la lisi della cellula ospite e la propagazione dei virioni che vanno ad infettare le cellule vicine; il ciclo latente lisogeno invece si attiva quando il virus Epstein-Barr inietta il proprio genoma direttamente nel DNA della cellula ospite, quando la cellula ospite si duplica, il DNA del virus si trasmette alle cellule figlie, in questo modo il virus resta latente, per cui non produce cellule virali, anche se le cellule infettate lo resteranno per tutta la vita senza mai sviluppare i sintomi dell’infezione. Altre notizie su Effetti mononucleosi: ecco qual è la diagnosi.

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