Meccanismo di propagazione del virus Epstein-Barr nell’uomo

Meccanismo di propagazione del virus Epstein-Barr nell’uomo

Il focus infettivo riconducibile al quadro clinico della mononucleosi si spiega attraverso lo specifico meccanismo di propagazione del virus Epstein-Barr nell’uomo, che ha inizio dalle glicoproteine di superficie dell’agente virale capaci di legarsi ad un recettore per il complemento che caratterizza diverse cellule dell’organismo a partire dai linfociti B e dalle cellule dell’orofaringe. La virulenza del patogeno si scatena una volta che il virus Epstein-Barr entra in contatto con i tessuti dell’orofaringe, ha così inizio la propagazione nei linfonodi delle catene cervicali, dove si trovano i linfociti B con i quali entra in contatto; si avvia in questo modo la replicazione virale che viene ad interessare anche il livello ematico con coinvolgimento pieno dei linfociti B. Durante la fase acuta dell’infezione virale nel genoma si registra circa il 20% della presenza del patogeno nei linfociti B, con produzione di un pattern di anticorpi; al termine della fase acuta la presenza dell’agente virale si riscontra ancora nelle cellule epiteliali dell’orofaringe e nelle memory cell linfonodali. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Mononucleosi aumento delle cellule mononucleate.

La reazione “cellulo-mediata” attivata dai linfociti T

meccanismo di propagazione del virus Epstein-Barr nell’uomo

meccanismo di propagazione del virus Epstein-Barr nell’uomo

L’aggressione virale veicolata dal virus Epstein-Barr determina come risposta immunitaria una specifica reazione definita “cellulo-mediata” attivata dai linfociti T nei confronti delle cellule B infettate. Si evidenziano delle modifiche a livello morfologico nelle cellule reattive visto che tendono ad assumere una forma particolare che viene identificata con il nome di virociti o cellule di Downey caratterizzati da dimensioni e forma variabile e da un citoplasma schiumoso, mentre il nucleo assume una connotazione ovalare, in alcuni casi lobulato o reniforme. Il soggetto colpito da mononucleosi infettiva evidenzia non solo questo genere di alterazioni ematologiche, ma presenta talvolta delle alterazioni che possono interessare la milza che può apparire ingrandita e palpabile, oppure interessata da emorragie sottocapsulari; anche il fegato può venir colpito dall’infezione e quindi presentare degli infiltrati negli spazi portali, possono inoltre evidenziarsi delle alterazioni in senso regressivo del parenchima epatico e degli episodi di piccoli infarti parcellari. Altre notizie su Epidemiologia della mononucleosi.

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