Infezione linfoproliferativa come si evidenzia

Infezione linfoproliferativa

Il virus che veicola la mononucleosi può causare quella che viene definita infezione linfoproliferativa che si traduce in un ingrossamento di tonsille e linfonodi per cui si è soliti parlare in questo caso di mononucleosi infettiva. L’esordio della patologia si evidenzia con una violenta tonsillite che causa mal di gola e febbre alta, questi segni sono accompagnati poi dal gonfiore dei linfonodi del collo che conferisce al soggetto una caratteristica morfologia definita collo taurino; rispetto alle comuni tonsilliti, questa forma di mononucleosi si associa poi ai comuni sintomi dell’infezione che prevedono un senso di astenia che si protrae anche dopo la risoluzione dell’infezione. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Mononucleosi infettiva contagio e prevenzione.

Sindrome linfoproliferativa autoimmune

infezione linfoproliferativa

infezione linfoproliferativa

Viene definita invece sindrome linfoproliferativa autoimmune una malattia genetica alquanto rara da imputare ad un difetto genetico dell’apoptosi che porta ad un processo di disgregazione dei linfociti, di solito l’esordio della patologia ha uno sviluppa precoce quindi inizia a manifestarsi sin dall’infanzia. La malattia si trasmette in maniera autosomica dominante a penetranza incompleta quindi si palesa in soggetti che hanno ereditato anche una sola copia del gene mutato da uno solo dei genitori, va precisato però che non sempre la presenza di questa copia mutata causa sintomi.  I soggetti colpiti da sindrome linfoproliferativa autoimmune evidenziano un deficit relativo al processo di  apoptosi: questo malfunzionamento causa un eccesso di linfociti T e B nei linfonodi, nel fegato e nella milza, in alcuni casi poi le cellule B non sono capaci di costruire anticorpi specifici per contrastare eventuali patogeni e finiscono per aggredire le piastrine, i globuli rossi e le altre cellule. L’anomala aggressione degli anticorpi sulle piastrine e sui globuli rossi provoca scompensi alla milza che deve lavorare di più e diventa grande. Il quadro clinico della patologia evidenzia: ingrossamento dei linfonodi, splenomegalia, bassi livelli di emoglobina, nel sangue anemia emolitica, neutropenia autoimmune, trombocitopenia autoimmune, emorragie in diverse sedi, petecchie cutanee. Altre notizie su Mononucleosi splenomegalia.

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